Musso (FdP), “Serve formazione per contrastare la superficialità politica”
Francesco Gerardi intervista l’avv. Lillo Massimiliano Musso, segretario generale di Forza del Popolo
Avvocato, come va? Gira voce che abbia lasciato per un po’ la toga e si sia preso un anno sabbatico…
«Sì, dopo vent’anni di avvocatura, tra pratica ed effettivo patrocinio, ho deciso di fermarmi per un anno e concentrare tutte le mie energie su Forza del Popolo. Ho chiesto e ottenuto la cancellazione dall’albo ma potrò rientrare quando lo deciderò. Conservo il titolo di avvocato e continuerò ad occuparmi lo stesso di diritto, a partire dalla scuola di formazione politica di cui ho la direzione».
Perché una scuola di formazione politica? Ora la provoco un po’: cosa c’è da imparare in politica?
«Solo chi è seriamente intenzionato ad assumersi questa responsabilità è consapevole che la formazione politica è fondamentale. La superficialità con cui si affrontano certe tematiche è sconcertante in quasi tutti gli ambienti: centri culturali, movimenti e ovviamente i partiti. Sento discutere di questioni di cui si ignorano le basi teoriche e pratiche. È sotto gli occhi di tutti che da molti la politica è vista come un gratta e vinci da giocare per arricchirsi. I 5 Stelle hanno abbassato il livello culturale della politica italiana imponendo personaggi creati in vitro con la PNL, come Luigi Di Maio».
Come segretario di Forza del Popolo a volte la descrivono come intransigente, un capo politico dalle epurazioni facili. Cosa c’è di vero?
«Confermo di essere intransigente, nel senso che non consento a nessuno di predicare in un modo e comportarsi in un altro. Il ruolo che ricopro mi impone l’intransigenza, in altri termini la coerenza, che deve valere per me e per tutti. Sulla facile epurazione invece posso tranquillamente affermare che non è vero. Quando un dirigente politico di Forza del Popolo entra in conflitto con me non faccio mai valere il rapporto di forza, al contrario mi confronto prima di tutto da semplice tesserato. Ad ogni modo, le tanto famigerate epurazioni in un partito serio talvolta sono necessarie per evitare di ritrovarsi in una nuova edizione del Grande Fratello e del Movimento 5 Stelle. Non si tratta di impedire il libero confronto democratico, bensì di accompagnare alla porta coloro che non sono degni di rappresentare Forza del Popolo. Io non ho mai epurato, mi sono semplicemente limitato a non dare il mio appoggio personale a chi ha svilito i nostri ideali con i propri comportamenti. Chiaro che come segretario sono esposto alle cattiverie di chi vorrebbe il mio ruolo o di chi si è sentito da me poco considerato».
Qual è il suo rapporto con Andrea Colombini?
«Quello che emerge pubblicamente: fraterno. Andrea è una persona seria, onesta e coerente. Con il vantaggio di essere anche scaltra, e quindi al riparo dai chiacchiericci che ogni giorno tentano di seminare zizzania nelle file di FdP. Abbiamo la fortuna di parlare francamente e di non coltivare interessi a scapito degli interessi del partito. E ci fidiamo l’uno dell’altro. Lui è il mio presidente, io il suo segretario. Quando ci sono riconoscimento e rispetto reciproci le azioni di disturbo dall’esterno sono come moscerini schiantati sul parabrezza di un’auto in corsa».
Un messaggio per coloro che in questi anni sono usciti da FdP in polemica per alcune sue prese di posizione?
«Mi sento di invitarli a ritornare prendendo atto del loro errore. Non posso certamente mettermi in discussione per il caso Puzzer, dato che gli eventi successivi mi hanno dato ragione. Esattamente come in quelli Bacco o Forni. Ci sono stati dei momenti in cui FdP ha subito scissioni e allontanamenti, sì: in quelle circostanze posto di fronte a un bivio ho dovuto fare delle scelte, ma è stato per me un dovere, una necessità, un imperativo. Innanzi a questioni sollevate strumentalmente dai nostri avversari, qualcuno doveva decidere, e io l’ho fatto coinvolgendo il più ampio numero di persone. Se alcuni non hanno capito quelle scelte, oggi hanno tutti gli elementi per rettificare la propria convinzione e tornare a militare in FdP, dove chi è in buona fede è il benvenuto, e lo sarà sempre».
Quali i prossimi passaggi interni di Forza del Popolo?
«Entro giugno si terranno tutti i congressi regionali e a luglio a Milano il quinto Congresso nazionale. Abbiamo le carte in regola per divenire il partito di riferimento per la stragrande maggioranza degli italiani. Lo abbiamo capito noi, lo hanno capito all’esterno. E qualche infiltrazione che ha tentato di sabotarci dall’interno l’abbiamo individuata e opportunamente sterilizzata. La sfida più importante sarà sui territori nelle prossime elezioni comunali. Lì conosceremo il livello reale di crescita di FdP».
