21 Dicembre 2024

Un’analisi seria del confronto tra Musso e Toscano a prescindere dalle tifoserie

By Il Corriere del Popolo

Il confronto tra Lillo Massimiliano Musso e Francesco Toscano c’è stato ed il video è destinato a provocare effetti enormi nel cosiddetto fronte anti-sistema o del dissenso. Gli spettatori, come era prevedibile, si sono spaccati in due grandi tifoserie. Due pezzi grossi del dissenso, entrambi avvocati, entrambi giornalisti, entrambi alla guida di partiti politici contro l’attuale sistema politico, si sono affrontati in contraddittorio davanti all’opinionista Arnaldo Vitangeli, che come moderatore ha avuto l’ingrato compito di mantenere il confronto in equilibrio tra la libertà di parola e la de-escalation di esacerbazioni. I tre protagonisti del confronto, Musso e Toscano con Vitangeli a moderare, ha tenuto banco per circa un’ora. Un’ora destinata a proiettarsi nel tempo e a rideterminare gli equilibri di forza nelle formazioni anti-sistema, non solo di Forza del Popolo e di Democrazia Sovrana e Popolare, ma anche delle altre formazioni minori.

Cosa è successo

Francesco Toscano anima da circa due anni un processo mediatico in cui rivendica di essere vittima di una serie di complotti politici agitati anche attraverso delitti gravi in suo danno e in danno dei suoi dirigenti, vittime di minacce e di tentativi di estorsioni da parte di loschi figuri dediti al crimine, adusi alla cocaina e fortemente inclinati ad atti violenti con armi da fuoco. Nella generale strategia di colpirlo politicamente, Francesco Toscano ha riferito di un episodio inquietante, consistente nella violazione del suo domicilio e nell’impiccagione dei suoi criceti. Questo evento è per Toscano la prova delle minacce subite dai suoi ex colleghi di partito e sarebbe stato ripreso da una pagina satirica con l’obiettivo di rilanciare la minaccia. Francesco Toscano, per questi eventi, ha accusato tutto il fronte anti-sistema di non avere fatto quadrato attorno a lui, definendo il suo partito Democrazia Sovrana e Popolare l’unica formazione politica seria e squalificando tutte le altre formazioni come a comando di criminali, truffatori o fiancheggiatori dei primi. Tale condotta del Toscano va avanti da anni pubblicamente, quasi ogni giorno, sul suo profilo personale Facebook e periodicamente nelle sue trasmissioni televisive su Visione Tv.

Lillo Massimiliano Musso, a fronte dell’ennesima esternazione di Toscano, ha dichiarato di volerlo querelare per diffamazione aggravata, stante le continue provocazioni dirette da Francesco Toscano persino all’interno della chat Telegram di Forza del Popolo. In alternativa alla querela, Musso ha proposto a Toscano un confronto pubblico in contraddittorio, con domande e risposte. Toscano ha accettato con l’invito a Musso di scegliere un moderatore. Musso ha scelto come moderatore il giornalista Francesco Capo, tuttavia Toscano ha rifiutato il confronto con la moderazione di Capo, proponendo a sua volta Arnaldo Vitangeli, nominativo che Musso ha infine accettato. Francesco Toscano ha rifiutato la moderazione di Francesco Capo perché questi avrebbe intervistato una esponente di Ancora Italia, tanto da indurre lo stesso Capo a precisare la sua posizione di imparzialità.

Si è svolto il confronto, come da video in fondo pagina, ed è stato un duello. Musso ha posto domande chiare e Toscano ha risposto evasivamente. In un crescendo di contumelie di Toscano, Musso ha intensificato il ritmo e portato Toscano in affanno con domande semplici e chiare, a cui Toscano non ha risposto. È emerso che Toscano si è inventato la storia delle minacce, delle intimidazioni e dei criceti. Per molti commentatori tale dato è considerato irrilevante, per altri è la fine politica di Toscano. Il perché è spiegato nel prossimo paragrafo.

Chi ha vinto e chi ha perso

Ha stravinto Musso, che ha letteralmente piegato un abile Toscano soltanto nei primi minuti. Si sapeva già che Musso intimidisca chiunque debba affrontarlo in un confronto per la sua preparazione e per le doti comunicative, ma qui ha mostrato un altro tipo di dote, quella della padronanza del dibattito con cui ha reso di puro contorno il moderatore. Ove Toscano conquista con toni suadenti, in uno stile elegante e raffinato, una parte degli spettatori, Musso conduce il duello senza tentennamenti portando Toscano dall’inizio alla fine dove lo voleva portare, cioè sul piano del contraddittorio nel merito, fuori dalle frasi fatte e dal politichese. Ma ha vinto anche perché Toscano non è riuscito a dare risposte convincenti, davanti a domande semplici per quanto sempre più incalzanti. Alcuni spettatori hanno commentato di avere avuto l’impressione di essersi ritrovati immersi in un dibattimento penale, con il pubblico ministero ad accusare l’imputato. E in ciò Musso ha sancito la netta vittoria, definendo Toscano come un mitomane che coltiva una strategia della tensione per far fare quadrato attorno a sé. E ora il Giudice, che emetterà la sentenza, è la gente comune, che finalmente, per la prima volta, ha sentito le due campane. Francesco Toscano ha perso, perché chi non risponde alle domande, ora facendo finta di non capirle, ora aggirandole, ora insultando chi le ha poste, non può che avere perso la partita. Arnaldo Vitangeli l’ha pareggiata per tiepidezza, soprattutto con una incomprensibile chiusura della trasmissione con excusatio non petita per lo spettacolo. Memorabile resterà il sarcasmo finale di Musso che con una formula semplice (Lilluzzu, Lilluzzu) ha inquadrato la personalità del Toscano meglio di una relazione psicoanalitica.

Ed ora, ecco a voi la trasmissione.