Chi si nasconde dietro al Progetto Aletheia? Risolto il mistero. Filippo Mazzega, noto alle cronache dal 2013
Del progetto Aletheia si sa ben poco. Eppure appare presente in molte attività del cosidetto fronte del dissenso.
Ad aver reso noto Aletheia è stato indubbiamente il canale Youtube di Progetto Aletheia che ha pubblicato trasmissioni con Andrea Colombini, che da tempo se ne è discostato, del comico Sandro Torella e del politico Luca Teodori. Questi ultimo, con un passato nella Lega Nord, dopo essere stato allontanato dal partito 3V di cui è stato per qualche tempo il capo politico, prima di ributtarsi in politica ha condotto sul canale Youtube del Progetto Aletheia un format intitolato “O Bianco o Nero” avente ad oggetto la sua critica ai partiti e ai movimenti del mondo del dissenso.

Oggi, Luca Teodori è candidato alla Presidenza della Regione Emilia Romagna con l’appoggio esplicito di Progetto Aletheia, che ha curato, tra l’altro, l’organizzazione di eventi per la raccolta delle firme di Luca Teodori. Nell’immagine che segue uno dei tanti eventi in cui Teodori ha raccolto le firme per le Regionali.


Capire, quindi, cos’è il Progetto Aletheia e chi siano i responsabili di tale iniziativa riveste carattere di interesse pubblico, posto il coinvolgimento persino delle dinamiche democratiche all’interno dell’ormai famigerato “fronte del dissenso”.
Consultando il sito internet del Progetto Aletheia il mistero si infittisce. Sul sito internet ufficiale di Progetto Aletheia, raggiungibile all’indirizzo https://www.progettoaletheia.it/, non si rinviene l’indicazione di alcuna indicazione di un responsabile, nessun nome e cognome, ma soltanto roboanti proclami come: “Stiamo costruendo la più grande rete di economie alternative in Italia. Il futuro ha bisogno di visionari e pionieri come te: entra ora in Progetto Aletheia, è gratis e ha tanti vantaggi”.
Alla voce “Che cos’è Progetto Aletheia?” viene spiegato che “Aletheia è una comunità di persone che interagiscono per creare relazioni e aumentare la qualità del proprio futuro, individuale e collettivo. Gruppi di acquisto, progetti di economia circolare, comunità energetiche, documentari, aziende etiche, interviste, corsi di formazione costantemente aggiornati e gratuiti… tutto questo è solo una parte di quello che stiamo costruendo insieme e che mettiamo a disposizione di chiunque voglia creare un mondo diverso a misura d’uomo. Raggiungi anche tu le persone che stanno attivamente costruendo la più grande rete di economie alternative d’Italia: insieme abbiamo il potere di creare il futuro!”.
Un progetto di ampio respiro quello rappresentato da Progetto Aletheia, di cui tuttavia non si rinviene alcun responsabile in carne e ossa, con un nome ed un cognome.

Spulciando il sito, in fondo pagina, alla voce in piccolo “Privacy Policy”, leggiamo “Il sito https://www.progettoaletheia.it/ è di proprietà di Iuppiter srl, che garantisce il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 679/2016). Il titolare del trattamento dei dati personali è: Iuppiter srl semplificata p.iva 04647150400 Sede legale: FORLIMPOPOLI (FC) VIA OLINDO VERNOCCHI INT. 4 1/D 47034”.

Nulla di più. Ma attraverso una semplice visura camerale siamo risaliti a Filippo Mazzega, nato a Venezia il 24.07.1981, socio unico e amministratore unico della società a responsabilità limitata semplificata Iuppiter srls. La Iuppiter srls ha iniziato la propria attività di impresa l’1 novembre 2022 con sede legale a Forlimpopoli, in provincia di Forlì-Cesena, in via Olindo Vernocchi n. 1.
Ci siamo recati sul posto e abbiamo constatato che in via Olindo Vernocchi n. 1 a Forlimpopoli vi è solo un vecchio deposito abbandonato (foto del 29 ottobre 2024).

Per acquisire informazioni più specifiche su tale Filippo Mazzega, a cui molta gente cede i propri dati personali, abbiamo fatto una veloce ricerca su Google ed abbiamo scoperto che Filippo Mazzega, socio unico e amministratore unico della società Iuppiter Srls, che è proprietaria di Progetto Aletheia, è il proprietario del B&B Venice Home, è stato proprietario della Northern Lights Snc di Filippo Mazzega e Tommaso De Zottis, società operante nel settore del noleggio e della locazione di imbarcazioni a vela, ma soprattutto che il 3 dicembre 2013 assurgeva agli onori della cronaca per essere “Filippo, l’ex skipper che è diventato mercante di abiti per i più poveri“.

Come raccontato dal Gazzettino del 3 dicembre 2013, a firma di Tomaso Borzomi, “VENEZIA – Filippo Mazzega, 32 anni (ndr. all’epoca 32 anni, oggi 43), nato e cresciuto alla Giudecca, che, dopo aver conosciuto la sofferenza, essere stato sul punto di morire, ha deciso di combattere, vincere, e cambiare radicalmente il suo punto di vista nei confronti della vita. Così ha deciso di dedicarsi al prossimo, soprattutto alle persone che non hanno possibilità economiche, partendo dai vestiti. «Ho deciso di partire dall’abbigliamento – racconta – perché molte famiglie e gli anziani non possono permettersi di acquistare capi che li possano scaldare, quindi ho cercato un modo per aiutarli». Dopo un periodo di sforzi Filippo ha deciso di staccare dal mondo, riprendere in mano la sua vita partendo da quello che era una sua antica passione, la vela, che tante soddisfazioni sportive gli aveva regalato “da giovane” e di farne un mestiere. È diventato così uno skipper e ha trasportato barche in giro per il mondo, per anni. Dopodiché ha deciso di tornare a casa per cercare di aiutare chi soffre, lui che la sofferenza l’ha conosciuta, con un episodio che non vuole raccontare per pudore. E così ha aperto la sua società: “Humatopia”, un negozio on-line, con un sito autodidatta, «per tagliare del tutto i costi». Lì vende vestiti, quella è l’attività commerciale vera e propria, ma contemporaneamente gira a piedi per la Giudecca portando un catalogo con la merce per venderla a prezzo di fabbrica a chi ha bisogno e raccogliendo gli ordini”.
Una storia bella, strappalacrime, di impegno sociale e solidarietà verso gli ultimi. Una storia strappalacrime totalmente ribaltata un mese dopo con la notizia del suo arresto per spaccio di droga per le strade della Giudecca. In pratica, il buon samaritano girava sì a piedi per le calle della Giudecca ma non con il catalogo dei vestiti per i poveri, bensì con un altro tipo di catalogo.

Stroncato lo spaccio di droga tra le calli di Venezia: due arresti. Vittorio Marella, nato a Chioggia ma residente alla Giudecca, era il grossista. Filippo Mazzega uno dei principali spacciatori.

VENEZIA. I carabinieri di Venezia hanno arrestato due persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a conclusione di una vasta attività investigativa coordinata dalla Procura di Venezia. L’operazione si pone a corollario di una brillante ed efficace indagine che ha evidenziato la presenza di un vasto traffico di droga in tutto il capoluogo lagunare. Gli arrestati sono Vittorio Marella, nato a Chioggia nel 1966 ma residente a Venezia nel Sestiere della Giudecca e Filippo Mazzega, nato a Venezia nel 1981, residente nel Sestiere della Giudecca. Marella era già stato arrestato in flagranza di reato lo scorso 12 aprile e dunque già detenuto nel carcere di S.Maria Maggiore. All’interno di un suo magazzino sono stati trovati ben 20 kg di sostanze stupefacenti tra marijuana ed hashish. L’attivita’ investigativa successiva ha consentito di documentare centinaia di episodi di cessioni di droga con un notevole giro di denaro contante e diverse persone segnalate alla Prefettura. È stato dimostrato che il Marella cedesse anche cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti a personaggi che acquistavano la droga per spacciarla in diverse aree del centro storico lagunare. In particolare nel mese di marzo una donna era stata arrestata poiché trovata in possesso di oltre cento di grammi di marijuana acquistate proprio dal Marella, come hanno ricostruito gli inquirenti. Filippo Mazzega era uno degli acquirenti abituali dal Marella di ingenti quantità di sostanze stupefacenti con la finalità di spacciarle. A conclusione dell’attività di indagine sono stati sequestrati oltre 21 kg di droga tra marijuana e hashish, segno tangibile di un vasto traffico ben radicato nel capoluogo lagunare (Fonte: https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/01/08/news/stroncato-lo-spaccio-di-droga-tra-le-calli-di-venezia-due-arresti-1.8430160).

Potrebbe trattarsi di un caso di omonimia, abbiamo subito pensato. Ecco perché abbiamo cercato di capire se il Filippo Mazzega è quello stesso spacciatore che oggi è a capo del Progetto Aletheia, eventualmente capace, dopo avere subodorato il suo arresto, di mistificare un mese prima il proprio profilo, indossando sul Gazzettino le vesti del buon samaritano, che vendeva vestiti ai più poveri per strada, per le vie di una delle città a più alto reddito d’Italia, mentre in realtà spacciava ai tossicodipendenti e ai ragazzini. È lui o non è lui? Certo che è lui! Il suo vecchio profilo Twitter, oggi X, ha tolto ogni dubbio.

Certo in 10 anni molte cose cambiano. Oppure no! Non sta a noi esprimere giudizi sulla persona, ma è certo che se qualcuno ha negli armadi scheletri di questo genere li deve riferire apertamente, per ottenere quel minimo di fiducia e di credibilità che devono essere sempre poste alla base di un consenso ad un progetto sociale, economico o politico. Il Progetto Aletheia, come presentato sul sito ufficiale, è un progetto sociale, economico e politico di interesse collettivo, quanto più organizzi niente di meno che il “Festival della Nuova Umanità”. E se ci consentite queste cose quando vengono fuori vanno dette. E quando vengono dette occorre aprire un ampio dibattito su cosa intendiamo con il termine “umanità”, anche solo per non rischiare di finire nelle grinfie di chi si sente più furbo di tutti, salendo la pila spacciando ai ragazzini e proseguendo nel gioco sporco infinocchiando stupidi, ebeti e innocentoni.

Abbiamo, quindi, spulciato le attività promosse dal Progetto Aletheia con il Festival della Nuova Umanità. Tra le varie attività, spiccano i percorsi a piedi scalzi, le costellazioni familiari, ma tra le bancarelle vi sono anche chi legge i tarocchi e chi legge la mano, chi vende pozioni magiche e chi esibisce simboli esoterici di ogni tipo, persino di stampo satanista. Una grande ammucchiata in stile new age a tratti in stile sessantottino. Un melange tra figli dei fiori e fiori fumanti, con musica, balletti, dibattiti e bancarelle. E tante attività esperienziali, che qualcuno potrebbe forse a buona ragione ritenere di una banalità infinita, come camminare a piedi nudi; ma vi è gente, forse disperata?, disposta a pagare per togliersi le scarpe e camminare scalza. E in quest’apoteosi dell’elevazione spirituale, subito dopo l’estasi di un’esperienza come camminare scalzi (figuriamoci se si fosse trattato di bungee jumping), si ritorna al paninazzo con la salsiccia e se hai soldi da investire alla riserva aurea personale. Di tutto un po’, un po’ di tutto. Alla faccia della “nuova” umanità…







