Finalmente è nato il partito di Matteo Brandi, il leader politico senza seguito ma con tante idee e carne al fuoco
È nato prima l’uovo o la gallina? È il quesito esistenziale più famoso del mondo, pur se solo la gallina può nascere, mentre l’uovo tutt’al più può essere fecondato.

Per il creazionista Aristotele, è nata prima la gallina, poiché un uovo è una gallina in potenza e una gallina è un uovo già sviluppato, un atto. Dato che, secondo Aristotele, l’atto (la gallina) è superiore a qualcosa che è soltanto in potenza (l’uovo), allora è nata prima la gallina. Capito?
È un po’ la storia di un leader politico divenuto tale prima ancora di avere un partito di cui essere leader. Una sorta di prescelto. Un uovo in potenza, oggi finalmente galletto in atto. Si tratta di Matteo Brandi, meglio conosciuto come Matthew Brand, esperto in brand e comunicazione sociale, PNL e marketing politico. Con recenti collaborazioni con il M5S, la Lega e persino con una società di formazione e di marketing politico in quota (la società) Fratelli d’Italia.

Finalmente, nel grande e variegato mondo del dissenso si schiude il guscio e dall’uovo esce il nuovo Presidente, Matteo Brandi, eletto all’unanimità da qualche decina di tesserati in una sala semi-deserta del Teatro Flavio di Roma il 23 marzo 2025. Ovviamente, il suo fido vicino è stato eletto “segretario”. Si tratta del sempre allegro Ludovico Vicino, che appare perennemente con un bel sorriso stampato in faccia. Ci si attendeva di più dalla montagna, ma si sa che in politica come nello sport non contano solo gli sforzi, da contenere per evitare strappi, quanto piuttosto l’ispirazione e la battaglia genuina. Nessuno avrebbe scommesso un soldo su qualcosa di più di ciò che è stato ed in effetti non si può chiedere di più ad un gruppo di ragazzetti in cerca di occupazione lavorativa. Se il web ha consentito a tanti di accedere ad un’informazione variegata, d’altra parte aspiranti influencer e wannabe politicanti si sono illusi di potere fondare un partito politico sul digital marketing, senza un tessuto ideologico forte. Siamo sicuri che l’Intelligenza Artificiale saprà ispirare Matteo Brandi e la sua Flop Italia, pardon, Pro Italia.

Con riferimento alla neo-elezione di Brandi quale leader di ProItalia, Lillo Massimiliano Musso ha dichiarato: “Auguro a Brandi un dignitoso ritiro dalla scena politica, posta la mediocrità evidenziata e la strumentalità di un progetto privo di visione e di idealità in mano a figuri inadeguati in cerca di un’occupazione lavorativa. La politica è cosa seria. Brandi e Pro Italia sono l’ennesimo inganno perpetrato da ragazzini certamente svegli, con abili capacità di comunicazione sociale, smanettoni informatici che possono illudere solo altri leoni da tastiera. Sintomatica l’assenza di donne, che in questa fase storica stanno dimostrando grande acume politico“.
Ma perché tanto livore? È dell’anno scorso, era l’aprile 2024, la polemica in diretta tra Matteo Brandi e Lillo Massimiliano Musso, che è opportuno rispolverare. Brandi interveniva in una diretta di Musso e lo definiva come pazzo, mentre Musso argomentava sui lati poco chiari di Brandi. A distanza di un anno, quanto anticipato da Musso si è verificato. Peraltro, delle querele promesse da Matteo Brandi non se ne è saputo più nulla.