No al taglio canone? Ringraziano i Berlusconi. Con una Rai non costretta a reperire risorse nel mercato con le inserzioni pubblicitarie, il gruppo “ex” Mediaset rimane saldo in regime di sostanziale monopolio
Bocciato l’emendamento della Legga per il taglio del canone Rai. Tutti soddisfatti. Salvini si è fatto bello a costo zero. L’opposizione parla di maggioranza in frantumi. Meloni “chiagne e fotte”. E i Berlusconi godono come ricci.
Come si legge sul Fatto Quotidiano: “La maggioranza cade sulla Rai e si scatena l’ira di Palazzo Chigi sulle forze che hanno provocato quello che viene definito un “inciampo”, mentre le minoranze esultano parlando di centrodestra in “frantumi” e “allo sbando”. La proroga del taglio del canone da 90 a 70 euro – voluta dalla Lega attraverso un emendamento al decreto fiscale collegato alla Manovra – non è passato perché Forza Italia ha votato contro, insieme all’opposizione. Il no degli azzurri – annunciato da giorni e causa di un rallentamento dei lavori – è stato decisivo in commissione Bilancio al Senato per respingere la proposta del Carroccio. In 12 hanno espresso parere negativo e dieci a favore. “Il Governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà. L’inciampo della maggioranza sul tema del taglio del canone Rai non giova a nessuno”, è stata la reazione di Palazzo Chigi fatta filtrare alla stampa dalla quale emerge il nervosismo di Giorgia Meloni per il ‘botto’ a Palazzo Madama, seguito poche ore dopo da un nuovo k.o. con Carroccio e berlusconiani impegnati in vendette sugli emendamenti”.
Ringraziano i Berlusconi. Con una Rai non costretta a reperire risorse nel mercato con le inserzioni pubblicitarie, il gruppo “ex” Mediaset rimane saldo in regime di sostanziale monopolio.
Chi crede che Forza Italia e Tajani abbiano difeso il servizio pubblico è in errore. Antonio Tajani è al servizio dei Berlusconi, che hanno tutto l’interesse di non avere concorrenti nella raccolta pubblicitaria. Con la riduzione del canone, infatti, la Rai sarebbe costretta a recuperare sul piano della raccolta pubblicitaria. E ciò confligge con l’interesse di casa Berlusconi. Per cui lavora Tajani. Senza i soldi dei Berlusconi, Forza Italia non esiste!

MFE – MediaForEurope N.V. (fino al 2021 Mediaset S.p.A.) è una società italiana di diritto olandese, attiva nell’ambito dei media e della comunicazione, specializzata primariamente nella produzione e nella distribuzione televisiva in chiaro e a pagamento su più piattaforme, oltre che nella produzione e nella distribuzione cinematografica e multimediale e nella raccolta pubblicitaria. L’azionista di controllo è la holding italiana Fininvest, società partecipata interamente dagli eredi del fondatore di Mediaset, l’imprenditore e politico Silvio Berlusconi. La sede legale è ad Amsterdam, mentre la sede fiscale e quella amministrativa si trovano a Cologno Monzese, nella città metropolitana di Milano. Dal 1994, a seguito della discesa in campo di Berlusconi, il presidente è Fedele Confalonieri. L’amministratore delegato è Pier Silvio Berlusconi, figlio del fondatore. A seguito della ristrutturazione, cominciata nel 2021 con il mutamento della ragione sociale, le principali attività del gruppo sono gestite dalla controllata italiana Mediaset S.p.A. e da quella spagnola Mediaset España. La società è anche primo azionista (28,87%) del gruppo tedesco ProSiebenSat. È il secondo gruppo televisivo privato d’Europa, dopo la società lussemburghese RTL Group, e il primo in Italia. In termini di fatturato è tra i più rilevanti a livello mondiale nel mercato globale dei media; nel 2010 è risultato il miglior gruppo media italiano e il quinto europeo nella classifica stilata da Thomson Reuters Extel; nel 2013 è stato classificato 34º gruppo nel campo dei media al mondo. Le sue azioni sono quotate alla Borsa di Milano e, per quanto riguarda le azioni MFE A, presso le borse valori spagnole.