4 Maggio 2025

Inchiesta esclusiva sul Comitato per il Referendum contro il Decreto Lorenzin

By Il Corriere del Popolo

Chi muove le fila del Referendum contro il Decreto Lorenzin? Gli intenti sono realmente quelli di superare gli obblighi vaccinali pediatrici o è il solito patetico tentativo di organizzare alle spalle dei cittadini un partito politico?

Queste le due domande fondamentali che pervadono chi voglia minimamente capirci qualcosa. Il Corriere del Popolo tenta di rispondere a queste e ad altre domande con una propria inchiesta, documentando tutto punto per punto. Ne esce un quadro completamente diverso da quello che il Comitato promotore ha inteso rappresentare.

Titolo: Inchiesta esclusiva sul Comitato per il Referendum contro il Decreto Lorenzin
Autore: Lillo Massimiliano Musso
Data di prima pubblicazione: 4 maggio 2025
Pubblicato da: Il Corriere del Popolo
Per correzioni o diritto di replica: forzadelpopolo@pec.it


1 – IL COMITATO PROMOTORE

Il Comitato promotore va distinto dal Comitato referendario. Il primo è composto da chi ha preso l’iniziativa ed ha fondato il Comitato referendario, in cui partecipano tutte le compagini che vi abbiano successivamente aderito. Come si legge all’articolo 1 dell’atto costitutivo del Comitato Promotore, presente sul sito internet ufficiale dello stesso comitato, i fondatori sono:

costituzione-Comitato-promotore-OSC

Mariano AMICI, storico sindaco di Ardea, grosso comune alle porte di Roma, presidente del partito “AMICI per l’Italia” con dichiarate ambizioni da Premier in Italia, che nel 2022 ha appoggiato il centrodestra alle Comunali di Ardea.

Moreno FERRARI, consigliere comunale in carica nel Comune di Landinara, in provincia di Rovigo, già candidato alla Regione Veneto nel 2019 e al Parlamento Europeo con Insieme Liberi nel 2024 (candidatura poi ritirata), nonché al Parlamento italiano nel 2022 con la lista Vita di Sara Cunial, da cui si è poi distaccato. Moreno Ferrari è il presidente e legale rappresentante del Comitato Referendario. Per approfondire su Moreno Ferrari clicca qui.

Paolo Lanzi con Marco Rizzo

Paolo LANZI, Presidente del Comitato Liberi di Muoversi, attualmente in Popolo Unito, partito fondato dall’ex Senatore del M5S Laura Bianca Granato. Paolo Lanzi è stato Vice Presidente della sezione romana di Ancora Italia Sovrana e Popolare, poi transitato con Marco Rizzo e Francesco Toscano in Democrazia Sovrana e Popolare.

Roberto MARTINA, segretario di Avvocati Liberi Italiani, formazione fuoruscita nell’ottobre 2021 da Forza del Popolo e da Mille Avvocati per la Costituzione, anima giuridica del Comitato Referendario, molto attivo a sostegno del partito di Ugo Rossi, Insieme Liberi.

Antonio PORTO, sindacalista già candidato da Ancora Italia nel 2022 alla Camera dei Deputati, oggi vicino al partito Popolo Unito dell’ex 5stelle Laura Bianca Granato. È segretario di OSA Polizia, recentemente balzato alla cronaca per essere intervenuto davanti alla Commissione Parlamentare Covid sostenendo che le mascherine fornite alla Polizia di Stato non erano adeguate e conducendo un ragionamento perfettamente in linea con il Governo Conte bis e il Governo Draghi sull’effettiva esistenza di una pandemia.


Il Comitato Referendario è ufficialmente  denominato “PER MIO FIGLIO SCELGO IO” ed ha ad oggetto la richiesta abrogazione delle disposizioni del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73 (“Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”) convertito con modificazioni con legge 31 luglio 2017, n. 119. Il comitato ha sede in Lendinara (RO) via Saguedo n. 13, presso la residenza del promotore e Presidente Moreno Ferrari. Anche se gli stessi promotori spesso parlano di referendum contro la “legge Lorenzin”, che disciplina tutt’altro che i vaccini pediatrici, in realtà i quesiti riguardano il “decreto Lorenzin”, che è la fonte dell’obblighi vaccinali pediatrici.


2 – LE ALTRE ADESIONI

Sempre dal sito internet ufficiale del Comitato referendario ricaviamo l’adesione di diverse compagini. Una locandina del lancio del referendum è più esplicativa delle parole.

Nella locandina diffusa dal Comitato promotore si nota un grossolano errore; il referendum è definito contro la “Legge Lorenzin”, che è una legge quadro del parlamento con cui si è delegato il Governo per l’adozione di decreti legislativi in ambito sanitario che non riguardano i vaccini, mentre in realtà il Referendum mira a colpire il ben distinto “Decreto Lorenzin“, riguardante appunto gli obblighi vaccinali pediatrici. Trattasi di un errore pacchiano su una questione fondamentale di cui ci si stupisce e non solo, per via della presenza di avvocati nel Comitato referendario. Ad ogni modo, nell’elenco dei nominativi coinvolti vi sono numerose presenze che sono state protagoniste di iniziative politiche, in particolare di proprie candidature. Ai nominativi seguono numerosi simboli, alcuni dei quali sono partiti o movimenti politici o associazioni contigue o che lo sono state a partiti e movimenti politici.

Vi è Avvocati Liberi Italiani, associazione di avvocati fondata a seguito di scissione da Mille Avvocati per la Costituzione. Avvocati Liberi è stata contigua fino a non molto tempo fa al quasi omonimo partito di Ugo Rossi, Insieme Liberi. A quanto pare il sodalizio tra Avvocati Liberi e Insieme Liberi è venuto ultimamente meno con fuoriuscita di fondatori sia da Avvocati Liberi sia da Insieme Liberi. Ad ogni modo, nel sodalizio di Avvocati Liberi vi è stata l’avv. Giorgia Tripoli, candidata con Insieme Liberi alla Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, l’avv. Marcello De Vito, già presidente del consiglio comunale di Roma con il M5S, poi transitato in Forza Italia, infine in Insieme Liberi con cui era in lizza per le Europee 2024 prima dell’accordo politico tra Ugo Rossi e Cateno De Luca. Vi è la CLN fondata dal prof. Ugo Mattei, poi fuoriuscito, sorta in seguito alla candidatura dello stesso Mattei alla carica di sindaco di Torino nel 2021. Vi è Byoblu di Claudio Messora, candidato capolista da Francesco Toscano e Marco Rizzo con Italia Sovrana e Popolare nel collegio plurinominale di Torino per la Camera dei Deputati nel 2022. C’è Radio Roma, che è un network di proprietà della famiglia Mancini, cioè della famiglia della moglie di Mariano Amici, che in epoca “covid” non disprezzò i contributi pubblici per inserire in palinsesto gli spot del Governo sulla narrativa ufficiale pandemica. Vi è OSA, con due distinti loghi, un piccolo sindacato di polizia rappresentato da Antonio Porto, già candidato alla Camera con Rizzo e Toscano nel 2022.

Vi è Popolo Unito, il partito della ex senatrice del Movimento 5 Stelle Laura Granato. Poi sigle sconosciute di cui è difficile reperire informazioni. C’é Ippocrate.Org, organizzazione che non ha mai discusso la narrativa governativa sulla psico-info-pandemia e che non ha mai preso posizione scientifica netta sui trattamenti vaccinali in genere. Infine, c’è FISI, piccolo sindacato oggi diviso in mille rivoli diretto da Ciro Silvestri, vicino al radicale Davide Tutino.

 

Tra i nomi a sostegno del referendum spiccano Davide Tutino, già candidato al consiglio regionale laziale nel 2018 con +Europa e scaricato per le sue posizioni novax da Emma Bonino; Augusto Sinagra, già iscritto alla P2 e candidato al Parlamento italiano con Casapound, Simona Boccuti, già candidata nel 2022 alla Camera con Italexit con Gianluigi Paragone, la giornalista Raffaella Regoli, già candidata nel 2022 alla Camera con Italexit con Gianluigi Paragone, Nico Liberati, presidente dell’Associazione degli italiani amici della Russia candidato al senato in Abruzzo per la lista di Gianluigi Paragone nel 2022.

Poi, Bianca Laura Granato, già senatrice del Movimento 5 Stelle e in ultimo candidata al Senato da Italia Sovrana e Popolare del duo Rizzo-Toscano nel 2022 e che, a seguito della scissione di Ancora Italia, ha seguito l’ex presidente del movimento Francesco Toscano nel nuovo soggetto politico “Ancora Italia Sovrana e Popolare” di cui è diventata per qualche mese presidente.

Persino Virginia Raggi, ex sindaco 5 stelle di Roma, ha firmato per il referendum, come un’entusiasta Granato documenta sul suo profilo Facebook.

C’è pure il noto prof. Alberto Donzelli, oggi consulente della Commissione d’inchiesta sulla Pandemia per Fratelli d’Italia, come il noto cardiologo Giuseppe Barbato, già candidato nel 2022 con Italexit Per l’Italia di Gianluigi Paragone a fianco di Giovanni Frajese per la Camera dei Deputati.

Tra i principali promotori del referendum spicca anche l’On. Francesca Donato, eletta con la Lega nel 2019 al Parlamento Europeo, poi transitata nella Nuova Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro. Oggi è impegnata nel comitato referendario nella veste di vice presidente nazionale della Democrazia Cristiana di Salvatore Cuffaro.

 


Eppure, per l’avv. Angelo Di Lorenzo l’iniziativa referendaria proverrebbe in modo spontaneo dal popolo. Addirittura, Di Lorenzo afferma in occasione dell’apertura della campagna referendaria che non sono coinvolti partiti politici, quasi a rivendicarne la limpidezza di intenti per l’assenza di interessi politici.

dal minuto 01:15


 

CONCLUSIONI

Andando ai fatti, è palese che il Comitato Referendario è zeppo di personalità dallo spiccato attivismo politico, tutti, o quasi, con recentissime esperienze elettorali personali, addirittura con incarichi dirigenziali di partito, con cariche elettive in atto o in collaborazione con il principale partito del Governo Meloni. Assenti, invece, gli storici Comitati Novax che a blocco non hanno aderito all’iniziativa referendaria. Il Comitato Referendario appare più un tentativo di riorganizzare un soggetto politico per le velleità personalistiche dei nomi sopra evidenziati. La strumentalizzazione di una questione così delicata è stata sollevata da tutti coloro che reputano inopportuna l’iniziativa per le ragioni ampiamente argomentate e che trovate in fondo pagina.

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