4 Maggio 2026

L’intervento del Presidente Pino Giuseppe Paolone – Dermatite dei bovini e nuovi vaccini – Il 1 maggio 1947 la strage di Portella delle Ginestre

By Il Corriere del Popolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 4 Maggio 2026 – 3:43

Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 4 maggio 2026.

Riportiamo da Aria Buona Channel che il capo della sicurezza radiologica e chimica del Pentagono, Andrew Hugg, ha rivelato a una giornalista sotto copertura i dettagli del suo lavoro con l’Ucraina durante il secondo mandato di Obama.

“Hanno rubato i nostri soldi e si sono comprati case e auto per centinaia di migliaia di dollari. La leadership ucraina non si interessa delle persone, la cosa migliore per loro è arricchirsi e andare a vivere a Dubai”, ha raccontato Hugg.

Durante l’era Obama ha visto personalmente dieci funzionari ucraini rubare un milione di dollari ciascuno in un giorno e acquistare immediatamente auto di lusso. Dopo che Hugg ha riferito di questo caso a Washington, gli è stato chiesto di non parlarne, per evitare che finisse sui giornali.

“Dobbiamo ridurre gli aiuti finanziari all’Ucraina, perché i funzionari ucraini ruberanno tutto. Se fossero 100 miliardi di dollari o 200 miliardi di dollari, ruberanno tutto”, ha aggiunto.

Inoltre, Hugg ha dichiarato che negli Stati Uniti esistono ancora armi chimiche. Secondo lui, nel laboratorio del Maryland si lavora con il gas sarin.

Dopo la pubblicazione da parte della giornalista del video della conversazione, Hugg è stato temporaneamente sospeso dal servizio.

Martedì diretta del Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, durante la quale si è dedicato all’acqua, o meglio, di chi si occupa della gestione dell’acqua nei nostri territori, compresi gli invasi e la distribuzione. Partendo da dighe costate miliardi di lire o milioni di euro, incompiute o meglio mai utilizzate, passa a chi dovrebbe gestire tali risorse, spesso società a partecipazione pubblica. E i risultati negativi di questa gestione sono sotto gli occhi di tutti.

Oggi ho il piacere di ospitare il consueto commento del Presidente di Forza del Popolo, Pino Giuseppe Paolone.

Riporto un interessante intervento pubblicato su Aria Buona Channel sulla dermatite nodulare bovina, che ci è stata “venduta” mediaticamente come una malattia virale causata da un Capripoxvirus. Ci avevano spiegato che colpisce prevalentemente i bovini ed è caratterizzata dalla comparsa di noduli cutanei su tutto il corpo, febbre alta e, nei casi più gravi, morte dell’animale o sterilità permanente.

Sebbene non considerata una patologia animale che si trasmette direttamente all’uomo, l’impatto economico è stato devastante a causa delle restrizioni commerciali e del calo drastico della produzione di latte e carne. Per tale patologia è stata disposta una campagna di vaccinazione per tutti i capi di bestiame presenti nei territori interessati.

La Dottoressa Antonietta Gatti, esperta di fama internazionale in nanopatologie, incaricata di analizzare campioni biologici e vaccinali attraverso la microscopia elettronica a scansione, ha ottenuto dei risultati che hanno rilevato la presenza di particelle inorganiche (metalli) non dichiarate all’interno dei campioni analizzati; la dottoressa Gatti ha spesso sottolineato come tali particelle, una volta entrate nell’organismo animale, possano causare processi infiammatori cronici, influenzando la salute generale del bestiame.

I risultati hanno sollevato interrogativi sulla purezza dei preparati utilizzati nelle campagne di prevenzione o trattamento degli animali, suggerendo una possibile correlazione tra questi inquinanti e reazioni avverse negli animali stessi. In particolare, il rapporto propone la seguente conclusione:

«Un controllo sul cibo ingerito potrebbe ragionevolmente identificare la presenza delle medesime contaminazioni. Qualora l’animale fosse all’aperto e avesse ingerito erba/fieno, c’è da domandarsi il perché di questo inquinamento, se naturale o indotto. È possibile che un’alimentazione diversa, non contaminata, sana, priva di polveri, possa migliorare la situazione di salute dell’animale. Senza questo esame si potrebbe pensare ad una diffusa malattia che qualcuno potrebbe ipotizzare di origine infettiva. In realtà se tutti i bovini mangiano la stessa contaminazione è sicuro che tutti esprimano la stessa reattività infiammatoria che si esprime nei granulomi sottocutanei».

A fronte di quanto scritto nel report, è dunque fondamentale sottolineare la gravità della possibile ed eventuale contaminazione chimica dei mangimi e il buggeramento dell’opinione pubblica per avere attribuito la malattia ad un virus che mai è stato isolato!

Di nuovo un altro presunto fantomatico virus a cui attribuire tutta una campagna di sieri da somministrare in modo assai vessatorio alla filiera alimentare, tra pollame e allevamenti di vario bestiame. Di nuovo, dove abbiamo già visto questo film?! La presenza di contaminanti metallici rilevata nei tessuti animali sbugiarda l’ennesima narrazione mediatica – manipolatoria per la quale stuoli di veterinari accompagnati dalle forze dell’ordine hanno imposto con minacce e ricatti a tutti gli allevatori la vaccinazione coatta del bestiame, se non addirittura l’abbattimento di svariate centinaia di capi.

Da chi arrivano esattamente queste direttive vessatorie? Quale lobby farmaceutica impone all’ossequioso politico di turno di far passare questi ordini perentori alle Aziende sanitarie, e nell’immediato ai mezzi di comunicazione per il solito terrorismo mediatico? La memoria corta non è un’alibi, e neppure la classica scusa “ho obbedito agli ordini”. Copione già usurato, è ora di smettere di credere a queste continue menzogne.

Se davvero fosse così “salutare” procedere con questi inoculi non sarebbe necessario un dispiegamento di forze così esagerato, con tanto di intimidazioni per procedere in modo coatto. In più, che siano menzogne ne è prova il fatto che parrebbe che chi ha tentato di parlare e aiutare gli allevatori, sia stato minacciato pesantemente di “tenere la bocca chiusa”: qualche veterinario con una riscoperta coscienza, persone informate che hanno avvisato della possibilità di evitare la vaccinazione, semplici cittadini che si sono messi di traverso all’arrivo delle forze dell’ordine negli allevamenti.

Venerdì 1 maggio ci riporta alla mente la strage avvenuta proprio il 1° maggio 1947 in località Portella della Ginestra, nel comune di Piana degli Albanesi in provincia di Palermo. La banda criminale di Salvatore Giuliano aprì il fuoco sulla folla di contadini, provenienti da Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Ciprello, per celebrare il Primo Maggio e la vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali. 

L’attacco provocò 11 morti, tra cui donne e bambini, e 27 feriti, alcuni dei quali morirono nei giorni successivi per le ferite subite. Le motivazioni dell’eccidio risiedevano nella volontà dei poteri mafiosi e delle forze reazionarie di frenare le istanze di riforma agraria e il fermento politico di sinistra, utilizzando la violenza per mantenere gli equilibri sociali preesistenti. 

Nonostante siano stati condannati gli esecutori materiali, i mandanti politici e le eventuali connivenze istituzionali non sono mai stati pienamente accertati, rendendo la strage uno dei grandi misteri irrisolti della storia della repubblica italiana e considerata da molti storici la prima “strage di Stato” del dopoguerra. 

Le prove sulle connivenze istituzionali nella strage di Portella della Ginestra, sebbene mai pienamente accertate in sede giudiziaria, emergono da diversi elementi documentali e testimonianze. Ad iniziare dai rapporti dei Carabinieri: immediatamente dopo la strage, i Carabinieri inviarono un rapporto al Comando generale dell’Arma che indicava come possibili mandanti “elementi reazionari in combutta con la mafia locale”, contraddicendo la versione ufficiale che voleva l’episodio come un atto di criminalità comune. Poi la testimonianza di Gaspare Pisciotta: Il luogotenente di Salvatore Giuliano, durante il processo, accusò esponenti politici, tra cui Bernardo Mattarella e figure del monarchismo, di essere i mandanti politici della strage. Le sue dichiarazioni furono ignorate e lui stesso morì avvelenato nel carcere di Palermo nel 1954. Nel 1969, il figlio del deputato monarchico Antonio Ramirez consegnò al comunista Giuseppe Montalbano una lettera riservata del padre risalente al 1951, in cui si affermava che l’esponente Tommaso Leone Marchesano aveva incaricato Giuliano di sparare a scopo intimidatorio, confermando rapporti costanti tra la banda e politici monarchici. E poi quanto emerso dalle ricerche dello storico Giuseppe Casarrubea e del ricercatore Mario J. Cereghino, basate su documenti dell’OSS (predecessore della CIA), che hanno rivelato un patto tra la banda Giuliano, la Decima MAS di Junio Valerio Borghese e ambienti neofascisti, sostenuti da servizi segreti americani preoccupati dall’avanzata della sinistra in Sicilia durante la Guerra Fredda. 

Analisi successive hanno mostrato che tra le armi usate vi erano bombe-petardo di produzione americana, suggerendo un supporto logistico esterno non compatibile con un semplice gruppo di banditi. 

Il ministro dell’Interno Mario Scelba e il governo respinsero fin da subito l’ipotesi di una strage politica, imponendo una narrazione che limitò le indagini ai soli esecutori. Il processo si concentrò solo su Giuliano e i suoi uomini, senza mai affrontare il ruolo dei mandanti. 

La Commissione parlamentare antimafia nel 1972 raccolse numerose testimonianze e documenti, ma molti furono secretati. La relazione finale ammise l’impossibilità di stabilire con certezza i mandanti, ma criticò la mancata collaborazione delle autorità e lasciò aperto il sospetto su connivenze tra mafia, politica e apparati dello Stato. 

Nonostante queste prove indiziarie e documentali, nessun mandante politico o istituzionale è mai stato condannato, rendendo la strage uno dei principali misteri irrisolti della storia repubblicana italiana.

Nuovo appuntamento su Aria Buona Channel. Si tratta della rubrica Geopills, pillole di geopolitica a cura della redazione del canale. Vi ripropongo integralmente la puntata n. 1 curata da Eleonora Pagoaga.

Prosegue il tour della Federazione Toscana di Forza del Popolo che domenica 10 maggio a partire dalle ore 16 sarà a Prato, presso la pasticceria Peccati di Gola, in via A. Costa 74, per un incontro con tesserati e simpatizzanti. Anche a questo evento parteciperà il Presidente della Federazione, avvocato Alessandro Buoni.

Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.