10 Dicembre 2023

Vannacceide: la saga del generale scrittore prosegue

By Francesco Gerardi

IL “caso” Vannacci la settimana scorsa si è arricchito di nuovi capitoli. Dopo aver fatto parlare di sé tutti i media nostrani la scorsa estate, il nome del generale saggista è tornato ad essere pronunciato nei notiziari per la (poco sorprendente) promozione a capo di Stato Maggiore del Comando delle forze operative terrestri dell’Esercito. Come ricorderete, Vannacci era stato avvicendato da comandante dell’Istituto geografico militare di Firenze e da qualche mese si trovava privo di incarico. Ma non appena il generale ha fatto il suo ingresso a Palazzo Esercito per il periodo di affiancamento preliminare all’assunzione del nuovo comando, gli è stato notificato l’avvio del procedimento disciplinare, con la nomina dell’ufficiale inquirente di una commissione appositamente costituita per valutare eventuali profili di irregolarità relativi all’ormai celebre pamphlet autopubblicato su Amazon.

LA VICENDA

Aveva tenuto banco su tutti i media la scorsa estate, ma la “fatica letteraria” del generale Vannacci, a chi abbia voluto spendere un po’ di tempo per darle una scorsa, non può che apparire fin troppo chiaramente per quello che è: un libro modesto e deludente, che non riesce mai ad essere qualcosa di più di una noiosa e zoppicante geremiade contro i mali della società.

Stupisce che un alto ufficiale dell’esercito non sia in grado di condurre un’analisi sufficientemente argomentata e approfondita su temi che, benché non strettamente di natura strategica e militare, hanno così tanta rilevanza politica e sociale.

Insomma, Vannacci, le cui elucubrazioni sono in buona parte persino condivisibili, non sa andare oltre la mera e prolissa recriminazione sulla deriva nichilista della società occidentale, tra gli eccessi del politically correct, i paradossi dell’ambientalismo estremo e le follie lgbt.

Il limite principale del fortunato libercolo, che senza la provvidenziale spinta mediatica avrebbe quasi certamente fatto la muffa nello scaffale virtuale di Amazon, è dunque quello di incarnare la versione saggistica del famigerato “tachipirina e vigile attesa”: un mero sintomatico, quando le grandi questioni appena sfiorate dal generale avrebbero richiesto ben altra diagnosi. Vannacci pensa davvero di cavarsela mettendo nel mirino solo gli effetti e “dimenticando” completamente le cause più autentiche delle storture attuali? Crede veramente che basterà dare sfogo al malcontento di tanti concittadini senza minimamente disturbare il manovratore?

I veri artefici della trasformazione orwelliana della società non sono infatti mai neppure citati en passant: non una parola contro le élite globaliste sovranazionali e le tecnocrazie euro-atlantiche a monte dei processi epocali che ci stanno imponendo, come la perdita delle sovranità nazionali, l’impoverimento clamoroso della classe media, la deindustrializzazione, la farsa pandemica con tutto il suo armamentario di crimini, la crisi dei valori tradizionali e l’attacco transumanista alla natura biologica. In compenso, il nostro eroe trova il tempo di ridicolizzare chi si pone legittime domande sulle magagne macroscopiche degli allunaggi e sui vaccini. Non vi sembra un po’ strano?

Tutto ciò che il generale è in grado di fare, è lamentarsi del mondo che ormai procede al contrario, come se a capovolgerlo fosse stato un colpo di vento: un po’ pochino, no?

Eh già, in che mondo viviamo, signora mia!